Già nell’annata d’esordio con vetture McLaren, Raptor Engineering raddoppia i programmi nel Campionato Italiano GT Sprint. Dopo l’annuncio della partecipazione al Tricolore nella classe regina, la GT3, con il pilota ufficiale Dean MacDonald e Riccardo Cazzaniga, il team modenese conferma la propria presenza anche nella categoria GT Cup, categoria nella quale nell’ultimo biennio la squadra ha centrato numerosi titoli italiani. Con i nuovi programmi 2026 si riparte naturalmente da zero e in particolare la compagine diretta da Andrea Palma e Isabelle Maserati presenterà sulla griglia di partenza l’intrigante novità della McLaren Artura Trophy Evo, proveniente appunto dal monomarca McLaren. Due saranno gli esemplari che Raptor Engineering schiererà al via del Campionato Italiano e altrettanti saranno gli equipaggi che li porteranno in gara a partire dal primo round stagionale in programma il 24-26 aprile sul circuito di Imola.
Entrambe le formazioni saranno iscritte in GT Cup nella classe Am. Sull’Artura numero 569 rientra nella serie Sprint (che vinse all’esordio nel 2024) Massimo Navatta. Lo scorso anno il gentleman driver parmense fu grande protagonista nella Endurance e ora proseguirà il suo percorso di crescita nell’automobilismo con questo nuovo programma, che per la prima volta lo vedrà impegnato su McLaren e in equipaggio al fianco di Riccardo Tirelli. Il giovane torinese classe 2000 rappresenta la novità sul fronte piloti GT Cup di Raptor Engineering e sarà al debutto assoluto nelle corse automobilistiche, raccogliendo una sfida naturalmente molto impegnativa nelle premesse, ma guidata da una profonda passione per il mondo dei motori.
Sulla vettura con il 559 su livrea e fiancate si accomoderanno invece Giovanni Naldi e Matteo Cianfoni, che si confermano nel team e come Navatta dovranno “prendere le misure” alla McLaren. I due gentleman driver romani sono reduci da un 2025 vissuto in costante crescita e coronato da due top-5 finali nella stagione che fra l’altro vedeva in questo caso Cianfoni esordire in assoluto in un contesto automobilistico di livello come il GT Italiano.
Andrea Palma, team principal di Raptor Engineering: “Già impegnato in GT3, per il team affrontare anche il campionato GT Cup è un’ulteriore sfida e nella categoria sarà una stagione caratterizzata da un grande impegno corale, ma, con qualche pressione in meno, ci auguriamo anche focalizzata sul divertimento e la consapevolezza di aver lavorato bene per migliorarsi. L’obiettivo è presentarci al via per cercare di fare il meglio possibile, perché l’ambizione di far bene deve essere una costante nelle corse. Aldilà dei risultati, però, il fattore più importante sarà il margine di crescita dei nostri equipaggi, farli esprimere, divertire e progredire in un contesto importante e professionale come il GT Italiano. In generale, con una vettura come la McLaren Artura la GT Cup può rappresentare un avvio ideale per un percorso sportivo che miri alle corse endurance e GT3 di vario livello. Ora in Raptor Engineering la GT Cup può anche essere considerato come un programma propedeutico e addirittura di filiera, visto che con i nuovi programmi con McLaren la squadra è impegnata in parallelo proprio nella classe regina”.




