Il 62° Rally Valli Ossolane è pronto ad accendere la passione degli sportivi catalizzando l’interesse nazionale sulle strade della provincia del Verbano Cusio Ossola, ambientazione del secondo appuntamento del Campionato Italiano Rally Challenger 2026. La gara, organizzata da New Turbomark Rally Team, si svolgerà sabato 13 e domenica 14 giugno ma sta già facendo registrare grande fermento in termini di adesioni. Ad avvicinare il pubblico ai contenuti tecnici della gara è Igor Iani, tra i giovani interpreti del palcoscenico rallistico nazionale, conoscitore del territorio ossolano. Attraverso l’analisi dei filmati on board messi a disposizione dall’organizzazione sul sito ufficiale dell’evento, Iani propone una dettagliata panoramica delle prove speciali che caratterizzeranno la gara.
Baveno-Stresa (6,60 km)
“È una prova che prende il via dalla zona della Rampolina e che, nel suo insieme, presenta caratteristiche piuttosto scorrevoli. La partenza avviene su una strada relativamente stretta, non particolarmente angusta ma nemmeno ampia, dove bisogna subito trovare il giusto ritmo. Dopo il tratto iniziale si raggiunge il bivio che conduce sulla panoramica, una strada ben conosciuta dagli appassionati perché in passato è stata utilizzata anche dal Rally dei Due Laghi. Da quel punto la carreggiata si allarga e diventa una classica strada a due corsie. È una prova nella quale sarà fondamentale essere precisi nelle traiettorie perché la velocità media sarà elevata. Pur sviluppandosi leggermente in salita, il percorso è caratterizzato soprattutto da lunghi tratti in falsopiano che la rendono molto fluida e scorrevole. Non presenta particolari cambi di ritmo ma richiede continuità e pulizia di guida dall’inizio alla fine”.
Crodo (9,50 km)
“La Crodo ha caratteristiche differenti. Si corre sempre su una strada a due corsie ma il fondo è leggermente più sconnesso rispetto a quello di Baveno-Stresa. Dopo la partenza si affronta subito una serie di tornanti che obbligano gli equipaggi a trovare rapidamente il giusto compromesso tra aggressività e precisione. Uno degli aspetti più caratteristici della prova è il passaggio all’interno dei centri abitati. Si attraversa il paese fino a raggiungere una prima chicane artificiale e poi si riprende a salire affrontando altri tornanti prima di arrivare al dosso che introduce alla lunga discesa. Nel tratto tra le case la strada diventa più guidata e tecnica, mentre per il resto mantiene una larghezza media che permette di mantenere un buon ritmo. La parte finale è prevalentemente in discesa e alterna tratti più veloci ad altri più tecnici. Si raggiunge un secondo centro abitato, dove è prevista un’altra chicane, e successivamente si prosegue verso il traguardo con una sezione piuttosto scorrevole. Soltanto negli ultimi chilometri si incontrano due tornanti che rappresentano gli ultimi punti chiave della speciale”.
Druogno (1,60 km)
“La Druogno è una classica prova spettacolo, pensata per offrire divertimento sia agli equipaggi sia al pubblico. È una speciale molto particolare, caratterizzata da inversioni, bivi artificiali e continui cambi di direzione. La partenza avviene su un tratto di pista ciclabile piuttosto stretto. Dopo pochi metri si affronta subito una curva a sinistra seguita da un’inversione e successivamente da un tondo che immette su un secondo tratto di ciclabile. Il percorso si sviluppa prevalentemente in falsopiano, con una leggera salita iniziale che conduce a un bivio artificiale, prima della successiva fase in discesa.
Nel finale si raggiunge un ampio piazzale dove vengono affrontate due inversioni consecutive, seguite da una chicane che precede il traguardo. Il fondo è generalmente molto buono e regolare; soltanto nei tratti ricavati sulla ciclabile si avvertono alcune leggere sconnessioni, che però non rappresentano particolari criticità. È una prova corta ma intensa, dove ogni metro può fare la differenza e dove lo spettacolo è garantito”.




